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//Sulla strada dell’elettricità, due progetti in sviluppo

Sulla strada dell’elettricità, due progetti in sviluppo

I primi prototipi di auto elettrica risalgono agli albori della storia dell’automobile e per la precisione al lontano 1881, con un rudimentale modello a batterie realizzato da Gaston Trouvé, e al 1884 con una vettura ideata e costruita dall’inventore Thomas Parker.

Presto soppiantate dai veicoli a combustibile, più performanti, le vetture elettriche ritornano oggi prepotentemente alla ribalta e, con loro, le tematiche legate alla ricarica delle batterie e quindi all’autonomia, il tema delle prestazioni invece sembra proprio essere stato risolto brillantemente.

Se sull’autonomia di una singola batteria con un ciclo di carica stanno lavorando gli ingegneri di Toyota e Panasonic, ma anche quelli di Bmw e Bosch, con lo sviluppo di accumulatori allo stato solido che consentirebbero percorrenze maggiori del 50% rispetto a quelle attuali, su una diversa modalità di ricarica stanno procedendo spediti i paesi scandinavi e la Cina.

La tendenza sembra essere infatti per i due paesi quella della ricarica in movimento e due sono i progetti su cui possiamo concentrare l’attenzione.

La Svezia, che entro il 2030 vorrebbe una mobilità totalmente ecologica, si sta muovendo con un progetto sperimentale di strada elettrica su cui i veicoli si muovono ricaricati da un pantografo inserito in un binario annegato nell’asfalto.

Al momento il tratto di strada interessato è lungo appena due chilometri che vanno dall’aeroporto di Stoccolma alla sede logistica della società che gestisce le poste nel paese e i veicoli sperimentali sono anche i mezzi pesanti propri della società PostNord.

Il progetto prevede la possibilità di ricaricare la batteria del veicolo, che in questo modo potrebbe essere più piccola di quelle attuali, o far viaggiare l’auto senza intaccare la riserva di energia.

Per quanto riguarda la sicurezza, gli ingegneri spiegano come non ci sia elettricità sulla superficie dei binari ma solo sotto di essi e che anche in caso di allagamento la corrente sarebbe intorno ad 1 volt, praticamente nulla.

Diverso invece il progetto cinese, ricordiamo che la Cina ha programmi importanti in cantiere con la collaborazione di Daimler e Volvo per diversificare l’offerta di veicoli elettrici e ibridi sul mercato interno.

All’interno quindi del programma “Made in China 2025” esiste una strada che l’elettricità la produce e per la precisione siamo dalle parti di Jinan, capitale della regione industriale dello Shandong.

Grazie all’installazione di pannelli solari rivestiti di una pellicola protettiva che li rende simili nelle caratteristiche all’asfalto che conosciamo, il chilometro che, per ora, è interessato dall’esperimento produce energia per l’illuminazione del percorso e per circa ottocento abitazioni limitrofe.

Sono 45.000 i veicoli che tutti i giorni attraversano, in entrambe le direzioni la strada in oggetto e le sensazioni di guida sembrano essere pari a quelle della guida su percorsi tradizionalmente ricoperti di asfalto.

Parte del futuro del progetto sarà poi il trasferimento di energia ai veicoli elettrici che percorreranno il tratto stradale con un sistema di ricarica senza fili, simile a quello già in uso in alcuni modelli di telefoni cellulari.

Inoltre, la pellicola che riveste i pannelli è predisposta per il trasferimento di dati oltre che di energia e questo sarà prezioso per conoscere livelli di traffico, il carico dei veicoli e la frequenza di passaggio dando informazioni preziose per lo sviluppo della viabilità.

Due paesi e due progetti ma un obbiettivo comune, rendere più semplice e meno ansiogeno l’utilizzo dei veicoli elettrici che oggi pagano ancora il prezzo di una rete di ricarica elettrica largamente insufficiente.

ExecutiveLease, solo il bello di guidare!

2018-05-03T15:28:06+00:00 03 maggio 2018|