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Faq fiscalità

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Assolutamente no.
• Per ciò che riguarda le <strong>imposte dirette</strong>, se una vettura aziendale è utilizzata dal dipendente dell’impresa sia per lavoro che privatamente , l’auto può essere dedotta al 70% invece del 40%. Inoltre <strong>non ci sono limiti di costo per la vettura</strong>: si ha infatti l’assenza di un qualsiasi limite massimo al valore del veicolo ai fini del calcolo della quota deducibile (non vale quindi il limite annuo di euro 3.615,20 alla deduzione del canone finanziario).
• Per ciò che riguarda le <strong>imposte indirette</strong>: per l’azienda è più conveniente riaddebitare ai dipendenti l’utilizzo privato dell’autovettura direttamente. In questo caso, l’azienda <strong>detrae l’IVA integralmente</strong>. Se invece fatturassimo al dipendente una quota del noleggio, la detrazione IVA scenderebbe al 40%, così come quella delle imposte dirette. Oltretutto la parte fatturata al dipendente non sarebbe né detraibile né deducibile. Un puro costo.
Se il dipendente gode di una vettura aziendale anche per il suo uso privato, egli riceve <strong>un compenso in natura che costituisce “fringe benefit”</strong>.
Il valore del fringe benefit è dato dal 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 km (<strong>quindi 4.500 km</strong>) ed è determinato sulla base di un costo chilometrico stabilito dalle tabelle nazionali che l’Automobile Club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze (ora Agenzia delle Entrate) che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo (art. 51, c.4 TUIR). Potete trovare a questo link le tabelle aggiornate: <a href=”http://www.aci.it/servizi-online/fringe-benefit.html”>http://www.aci.it/servizi-online/fringe-benefit.html</a>
Se il modello prescelto non è presente, scegliete il modello più simile, tenendo conto della casa costruttrice, alimentazione, cv e cilindrata.
Il pagamento a titolo di anticipo canoni, indicato in contratto come anticipo, costituisce un anticipo della sola quota finanziaria dei canoni (diminuisce quindi la rata di noleggio originaria ) e quindi deve essere fatturato con IVA al 21% per i Clienti italiani, senza IVA per i Clienti esteri e non deve essere restituito a fine contratto.
Il pagamento del deposito cauzionale è un importo infruttifero versato dal Cliente a titolo di garanzia. Deve essere fatturato senza l’applicazione dell’IVA e sarà restituito al termine del contratto, al netto di eventuali pendenze contrattuali.
Si tratta dei veicoli con costi parzialmente deducibili. In particolare tutte le spese relative a questi mezzi di trasporto possono essere dedotti nella misura del 40% per quei veicoli il cui utilizzo è diverso da quello esclusivamente strumentale nell’attività propria dell’impresa, e non risultano assegnati in fringe benefit a dipendenti (normalmente le auto dei fattorini, le auto date a più dipendenti…). Nel caso di veicoli in noleggio, la suddetta percentuale di deducibilità si applica sulla quota finanziaria, fino a un limite di €/anno 3.615 (autovetture), 775 (motocicli) o 413 (ciclomotori); sulla quota servizi, senza limiti di importo.
Sono deducibili in misura pari al 100 per cento del loro ammontare, le spese e gli altri componenti negativi relativi ai veicoli che sono destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa:
• per natura;
• per destinazione esclusiva all’attività.
Un veicolo è considerato “strumentale” all’attività d’impresa, nell’ipotesi in cui l’attività stessa non possa essere realizzata senza il medesimo. Rientrano in questa categoria tutti i mezzi cosiddetti ‘commerciali’, incluse le autovetture con immatricolazione in categoria N1, salvo quanto previsto in merito ai cosiddetti ‘finti autocarri’. In ogni caso, deve comunque essere verificato anche il requisito dell’inerenza del veicolo rispetto all’attività effettivamente esercitata da chi lo utilizza.
Nel 2006 il Governo ha emanato una specifica disposizione per colpire i Finti Autocarri, cioè quei veicoli che vengono immatricolati ad uso autocarro al solo fine di conseguire dei vantaggi di natura fiscale. In sostanza, sono stati fissati dei criteri per verificare se dal punto di vista della disciplina fiscale un veicolo immatricolato autocarro possa essere considerato tale o, piuttosto, un’autovettura.
I “finti autocarri” sono individuati attraverso i seguenti requisiti:
• immatricolazione o reimmatricolazione come “N1” (trasporto di merci), con codice carrozzeria “F0” (furgone);
• più di tre posti passeggeri;
• rapporto tra potenza del motore in Kw e portata del veicolo in tonnellate (ottenuta come differenza tra massa complessiva e tara) uguale o superiore a 180.
I veicoli che possiedano simultaneamente questi tre requisiti non potranno essere considerati ai fini fiscali come autocarri, con la conseguenza di non poter usufruire del relativo regime di totale deducibilità dei costi.
Il contratto di noleggio sottoscritto dal Cliente si configura come un contratto di locazione e non di “leasing finanziario”: al contrario di quest’ultimo, la locazione non è finalizzata a finanziare la somma dovuta per l’acquisto dell’autoveicolo, ma a permettere il godimento del bene stesso al contraente, senza che egli debba acquistarlo.In particolare, per quanto riguarda la scomposizione tra canone finanziario e canone operativo, il primo identifica la somma da attribuirsi al costo del canone “puro” di noleggio, mentre il secondo, al di là della traduzione letterale del termine, costituisce il costo dei servizi accessori.
In conclusione, nel canone finanziario non esiste né una quota capitale, né una quota interessi da poter scorporare ai fini IRAP e da indicare in nota Integrativa. Pertanto, ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi, non è necessario alcun piano di ammortamento del contratto di noleggio (il piano di ammortamento è necessario per i soli contratti di leasing). La gestione del noleggio è estremamente più semplice.
A meno che non si parli di veicoli immatricolati a “uso pubblicitario” con un allestimento fisso pubblicitario, non cambia nulla. Non sono considerati veicoli pubblicitari, da un punto di vista fiscale, quelli sui quali vengono apposte scritte o serigrafie pubblicitarie. Le scritte pubblicitarie non modificano né il regime dei costi deducibili né il regime di recuperabilità dell’IVA nei confronti dei predetti automezzi.
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