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Normativa Euro 6

Per potersi dichiarare idonea un’auto deve rispettare un tetto massimo di emissioni nocive. Le emissioni prodotte dalle automobili e da altri veicoli destinati al trasporto non potranno superare il limite massimo di 80 mg/km (ossia una riduzione supplementare di più del 50% rispetto alla norma Euro 5), mentre l’Euro 5 limita le emissioni per le auto diesel a 0,25 g/km di NOx e a 0,025 g/km di polveri fini (PM10). Una notevole riduzione, sicuramente.

Riuscire a ridurre le emissioni così però, visto il mercato e le tecnologie a disposizione, significa dover aumentare la spesa di 600-800 Euro circa, dal momento che per i motori Diesel sono necessari oltre al solito catalizzatore e al filtro antiparticolato anche uno o più dispositivi capace di ridurre le emissioni di ossidi d’azoto (NOx). Per i motori a benzina invece l’impianto di scarico dovrebbe rimanere simile a quello attuale, visto che le tecnologie a disposizione permettono già emissioni ridotte grazie anche al catalizzatore a tre vie, economico e funzionale.

Restiamo quindi in attesa di capire come reagirà il mercato davanti a tutte queste novità, sperando nell’impegno sia da parte della Comunità Europea che dal governo italiano, visto che al momento la legislazione riguarda solo la Comunità in generale e non ci sono ancora leggi chiare per ogni singolo governo.

3 Comments

  • Gabi| 13 agosto 2012 at 02:12 Rispondi

    Ci vorrebbero dei dati utirani sulle emissioni di co2 in Italia e un Paese ad esso comparabile per capire meglio.Perché è ovvio che se uno emette 100 e deve diminuire le emissioni dell’8% mentre uno che consuma già solo 50 deve diminuire del 6,5%, il secondo troverà l’obiettivo più difficile perché già efficiente. Ma l’Italia è veramente così efficiente? E se importa la maggior parte dell’energia che consuma su cosa dovrebbe concentrarsi per raggiungere l’obiettivo di Kyoto?

  • michele| 1 febbraio 2012 at 16:02 Rispondi

    Rossella, grazie per questa news importante. Saluti!

    • Jaime| 12 agosto 2012 at 22:22 Rispondi

      E’ giusto imporre limiti sulle emissioni di co2. Ed è assolutamente necessario perseguire questo obiettivo per i motivi che tutti conoscono. Ma purtroppo Kyoto risulta molto penalizzante per l’Italia, che dopo la scelta dell’87 basa tutta la sua produzione elettrica sugli idrocarburi, sul gas in particolare. In una società in cui ogni anno la richiesta energetica aumenta, potenziare la produzione elettrica e diminuire la co2 risulta una sfida molto difficile. I moderni cicli combinati a gas italiani hanno già ottimi rendimenti, i migliori in europa. E questo spiega come per noi risulti difficile ridurre le emissioni di co2, mentre per la Germania sia stato così semplice (quest’ultima dopo la caduta del muro, ha potuto rinnovare tutti i vecchi impianti della parte Est che avevano pessime efficienze). Questo è il problema: quando l’Europa ha fissato il livello base di emissioni da diminuire, noi eravamo già bravi a produrne poca co2 sulla base delle fonti energetiche, mentre molti altri erano dotati di tecnologie obsolete facilmente migliorabili. E di qui si può comprendere meglio i motivi del ritorno al nucleare in Italia.

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